lunedì 7 dicembre 2009

LEONHARD RAGVALDSON

"Vissi una vita che vita non era
abbattuto da un'arma creata da me
triste esistenza trascinata a fatica
troppo breve per esser gustata
troppo lunga per essere sprecata.
Questo rimarrà di me un giorno
capii il segreto nell'ultimo sospiro
cieco quando Lei mi illuminò la strada
la chiave della gioia ora è con me."

Queste frasi si leggono a fatica su una lapide ormai sgretolata e ricoperta di edera nel cimitero di Rundvik.
Sotto quella lapide, a poche decine di centimetri, si trova Leonhard Ragvaldson, o almeno quel che ne può restare dopo 84 anni dalla morte, in una cassetta di legno di pino 164x43x39.
Leonhard è morto di vecchiaia. Ha avuto molte malattie durante la propria vita, ma nessuna se l'è portato con sè prima del tempo; il destino, al quale Leonhard credeva a giorni alterni, aveva deciso di fargli abbandonare questo mondo all'improvviso, senza che se ne rendesse conto, nel sonno.
Ma così non fu. Leonard 1 - 0 Destino.
La notte prima dell'imminente morte, Leonhard non si aspettava niente, un po' come la maggior parte delle persone che non si aspetta di morire durante l'ultima sera prima di morire. Così Leonard prese sonno.
Erano state settimane difficili. Nonostante fosse vecchio e non avesse un lavoro vero e proprio Leonhard viveva di piccoli lavoretti qua e là, un giorno al porto, un giorno aggiustando una tubatura dell'acqua, un altro giorno liberando una porta dalla neve.
La notte prima di morire quindi Leonhard si addormentò come tutte le altre sere, con un bicchiere di whisky e un pensiero a Lei. Più che un pensiero diciamo pure uno straziante scorrere di immagini, sensazioni, sentimenti, che ogni sera prima di farlo addormentare scuotevano quella vecchia anima in quel vecchio corpo.
Quella stessa notte si svegliò per bere dell'acqua; non era da lui, e infatti il destino non lo aveva previsto, così la morte si prese nel sonno il giovane gatto di Leonhard che dormiva ai piedi del letto.
Tornato dalla cucina Leonhard si distese nuovamente sul letto. In quel momento la sua vita gli passò davanti agli occhi, un fermo immagine, qualche istante su quel momento, il momento che non faceva addormentare Leonhard la notte. Poi un sorriso accennato sul rugoso volto di Leonhard. E la morte.
Quando trovarono il corpo era passato qualche giorno, ma non il sorriso sulla sua faccia. Era il segno inconfondibile. Leonhard l'aveva capito.
Di fianco al letto venne ritrovato anche un pezzo di carta che recitava così: "Vissi una vita...".

Nessun commento:

Posta un commento