martedì 26 maggio 2009

ANCORA PIPI'

Ogni giorno vado da una a due volte in bagno all’università per fare pipì e/o popò (in genere la popò la faccio solo se proprio non posso resistere). E ogni giorno mi trovo a fare i conti con una cosa spiacevolissima: la pipì fatta fuori dal buco nel caso di turca o fuori dal water nel caso di water.
C’è da fare però un distinguo. Io giustifico chi fa la pipì fuori di lato oppure oltre la tazza o il buco, perché può succedere, perché c’è il brivido della pipì, perché uno può distrarsi, perché è un momento di liberazione in cui spesso ci si lascia trasportare.
Non giustifico invece chi fa la pipì fuori ma prima della tazza o buco: cioè, tu entri in bagno e trovi che dove devi mettere i piedi c’è della pipì.
I casi sono due, anzi tre: queste persone hanno il pisellino cortissimo, fanno la pipì da fuori
la porta e non ci arrivano, si fanno la pipì addosso.
Davvero, io non lo so certe volte.

mercoledì 20 maggio 2009

UN PO’ DI PIPI’

Domenica sera a tavola per la seconda volta in quest’anno solare si è parlato della pipì nella doccia, chi la fa e chi non la fa.
E’ notizia di questi giorni che un americano su cinque fa la pipì in piscina.
Il popolo di pisciatori è emerso in un sondaggio online su mille adulti, una ricerca condotta dall'”Istituto per la Qualità dell'acqua e della Salute” americano.
E non è tutto, perché ben il trentacinque per cento degli americani ammette di non farsi la doccia prima di entrare in piscina.
In questo modo malattie come diarrea e difficoltà respiratorie, sono infatti in crescita negli ultimi anni, e il centro per il controllo delle patologie suggerisce di non andare in piscina se si vuole evitare di ammalarsi.
Questa cari miei è tutta gente che ha cominciato a fare un goccino di pipì in doccia per pigrizia, e adesso mette a repentaglio la salute di tutti.

lunedì 11 maggio 2009

I CATTOLICI ATEI

La cosa più brutta che può capitare a un essere umano è non essere religioso.
Ti spiego. Se sei religioso hai la strada spianata per l'aldilà: la mattina ti svegli, ti fai la doccia senza toccarti troppo, mangi e bevi senza esagerare, ti diverti, fai cose, mangi e bevi, dormi, il tutto con l’amore di Dio a guidarti. Il sesso potrebbe essere un problema, effettivamente, ma basta avvalersi della vecchia scusa che si fa solo per procreare. In caso di problemi più seri, c’è sempre la confessione e via.
E alla fine della giornata vai a letto sereno, sicuro al 100% che la mattina dopo ti risveglierai in questo o, ancora meglio, nell'altro mondo. E questo è il punto: non solo non hai più paura della morte, ma proprio non vedi l'ora.
Se ci pensi un poco è logico: chi vorrebbe stare ancora in un mondo come questo, pieno di malattie e libri, quando dall'altra parte c'è il Paradiso (il Pa-ra-di-so!)? Non un posto qualsiasi, ma proprio il Paradiso in carne ed ossa.
La gente dovrebbe non vedere l'ora di morire.
E ti dirò di più: il sogno di ogni genitore pio e devoto dovrebbe essere quello di vedere morire il proprio figlio da giovane, anzi, adesso che hanno abolito il Limbo, un secondo dopo la nascita, che vada subito in Paradiso. Ogni bravo genitore dovrebbe affogare i propri figli appena nati o, ancora meglio, abortirli. Un vero cattolico dovrebbe abortire, in continuazione.
Ma purtroppo, si sa, i cattolici quando serve sono atei.

domenica 3 maggio 2009

UN MAIALE AL GIORNO TOGLIE IL MEDICO DI TORNO

Martedì decido di andare dal mio dottore per farmi fare la ricetta per l'antidoto all'allergia. Visto che sono circa 86 ore che piove ininterrottamente, non mi preoccupo del fatto che ci possa essere molta gente, dato che è risaputo che i vecchi e i malati con il clima avverso restano rintanati in casa a lamentarsi del tempo.
Oltretutto, mi dico che è meglio andarci il prima possibile dal medico, prima che arrivi la pandemica influenza suina e tutti i malati immaginari desiderosi di una malattia vera si catapultino in ambulatorio al primo colpo di tosse.
Prendo la macchina, arrivo al parcheggio e ho subito il mio da fare a scacciare un piccolo maialino vestito di stracci che vuole l'elemosina e che riesco a levarmi dalle balle solo mettendomi a correre, mentre lui mi urla "Sgrunf! elemosina signore, solo due euri, dare me due euri, ngruuf! io malato, tu no andare via, sgrouf sgruf!".
Quindi alle 17 e spiccioli entro in ambulatorio e ci trovo più persone di quelle che ci sono nel resto del mondo all'esterno dell'ambulatorio.
Prendo il mio numerino: 78. Guardo il numerino sul display: 56. "Gulp", mi dico.
L'attesa è quasi insopportabile, e riesco a non morire di inedia solo perché non ho una mazza da fare da mesi e quindi sono ben allenato, e perché ho avuto l'accortezza di portare con me un libro, che riesco tra l'altro a finire di leggere più o meno quando è il turno del 75.
A nulla valgono alcuni miei furbi tentativi di sfoltire la fila, come ad esempio una serie di starnuti, seguiti dall'esclamazione "Cavolo, da quando sono tornato dal Messico a vedere quella mostra di suini, ho questo terribile raffreddore che non mi dà tregua..."; ottengo, invece, solo indifferenza da parte dei navigati ed esperti vecchiacci e delle due mucche pazze sedute di fronte a me, che si guardano l'un l'altra, scuotono la testa e si rimettono a scacciare le mosche con la coda.
Quasi alle 20 arrivo all'ultimo livello: il mostro, che ha le sembianze del mio dottore. In un paio di minuti lo sconfiggo, completo il livello, termino il gioco e torno a casa.
E tutto è bene quel che finisce bene.

venerdì 1 maggio 2009

LO STAFF DI WYWJA TI DA' IL BENVENUTO

Buongiorno, o lettore.
Siamo lieti di darti il benvenuto sul blog Wish You Were Jòn Alhafssòn.
Questo progetto nasce dalla volontà di due persone, una che si chiama LM e un'altra che si chiama RL, e ha l'obiettivo di rappresentare lo strumento attraverso il quale la buon anima del mai abbastanza compianto Jòn Alhafssòn comunicherà il suo pensiero al mondo, nel disperato tentativo di salvarlo.
Buona navigazione e buon divertimento.