sabato 10 ottobre 2009

L'INSONNE ROGER

24-09, di qualche anno fa.
Roger si svegliò di soprassalto nel cuore della notte, gli occhi sbarrati, il respiro affannato, il buio, un'agitazione che non aveva mai avuto.
Mosse la mano sinistra confusamente sul comodino fino a premere l'interruttore. Ancora buio. Un leggera e freddissima folata di aria gli carezzò il viso. Roger non era diventato cieco, aveva acceso il ventilatore invece della luce.
Ventilatore a parte, Roger era perfettamente a conoscenza di quello che sarebbe successo di lì a poco.
Durante la notte aveva pensato molto, pensato alla sua vita, pensato ai suoi amici, alla sua famiglia, ai suoi desideri, a quello che aveva, a quello che non aveva, a quello che avrebbe voluto avere.
Pensava troppo il nostro Roger.

25-09, dello stesso anno.
Alla stessa ora, come la notte prima uno scatto. Questa volta l'interruttore giusto, la luce si accese e Roger si accorse di essere solo, solo come una mela su un albero di pere a natale.
Ai piedi del letto però, dove fino a pochi istanti prima si trovava l'armadio ora c'era una strada, per la precisione una piazza, e l'Oriental Pub dove poco più di due anni prima aveva conosciuto Ashley. Al posto dell'appendiabiti un ombrellone, il sole e lei.
Roger socchiuse gli occhi e li riaprì qualche istante dopo, sicuro di avere le allucinazioni, ma quelle allucinazioni erano talmente reali che quasi poteva toccarle.
Bisogna dire che Roger si faceva spesso dosi assurde di cumino prima di addormentarsi, e questo oltre a favorirgli la digestione lo faceva sudare moltissimo.
Tornando all'armadio, Ashley era lì in piedi e lo aspettava, Roger scese dal letto ed andò incontro al suo destino.
Prese per mano Ashley e in pochi minuti reali, che corrispondono ad alcuni anni dell'universo dell'armadio, Roger e Ashley vissero la storia d'amore più straordinaria che si potesse immaginare, viaggiarono insieme, si sposarono, si amarono alla follia fino a poco prima che suonasse la sveglia.
Erano le 6:58.

dal 20-11-1894 al 25-09, di cui sopra.
Roger aveva passato una vita senza lode e senza infamia, era sempre stato onesto, tranne quella volta alla stazione degli autobus quando derubò un barbone guadagnando solamente pochi spiccioli e perdendo il portafoglio nel trambusto.
Durante la sua vita conobbe realmente Ashley, che in realtà si chiamava Alisha, ma lui non lo seppe mai.
Trascorsero insieme gli anni più belli delle loro vite. Almeno fino a quando si accorsero che anche per loro era finito il tempo delle mele.

Sul quarto canale un ciarlatano blaterava cose senza alcun senso, erano ormai le 7.30 e Roger doveva per forza andare a lavorare. Era ancora sconvolto dall'allucinazione che poco tempo prima lo aveva portato a rivivere per l'ennesima volta la storia con Ashley, e come ogni volta alla fine l'aveva persa.
Quella di Roger più che vita poteva essere definita una misera esistenza, ogni mattina veniva catapultato nell'universo dentro il suo armadio rivivendo tutti i momenti più belli con Ashley, ed ogni mattina poteva cambiare qualcosa, un'azione, una scelta, una decisione, aveva la possibilità di anticipare o posticipare le sue azioni per vedere se tra tutti i possibili epiloghi almeno in uno sarebbe riuscito a tenersi stretta Ashley per tutta la vita.
Ogni mattina Roger si svegliva sempre più convinto che per quanto potesse sperimentare nuove strade e nuove alternative non sarebbe mai riuscito a restare insieme ad Ashley.
Ogni mattina Roger sperava che fosse sera.

Nessun commento:

Posta un commento